Radio 3 festeggia i 60 anni

Quando nacque il Terzo Programma, il 1° ottobre 1950, l’Italia era diversa e più povera, anzi era diverso e più povero tutto: l’economia, i consumi culturali, le comunicazioni. Eppure si aprì uno spazio nel quale risuonava una vibrazione nuova. Una radio destinata a trasmettere la bellezza del mondo: la musica, la letteratura, i libri, il teatro, la scienza, senza ignorarne i conflitti e le contraddizioni. Una radio di suoni e di idee, di musiche mai banali, di parole mai vuote. Per una cultura che non apparisse mai evasione o decorazione. Leggi tutto “Radio 3 festeggia i 60 anni”

Un medium molto vitale

Intervista di Goffredo Fofi a Marino Sinibaldi direttore del terzo programma radiofonico della Rai.

Come è possibile che la radio continui a essere un mezzo così importante, così presente? E non in decadenza come accade alla stampa?

Si potrebbe rispondere così: perché la radio ha insieme maggiore leggerezza e maggiore intensità e le due cose – apparentemente contraddittorie – si alimentano a vicenda. Alla radio è accaduto, alla fine di una storia lunga quasi un secolo, di subire una metamorfosi radicale e di diventare un mezzo leggero, lieve, prossimo a chi lo fa e a chi lo ascolta, anche tecnicamente “facile”. Anche per il fatto che non ci siano sulla radio gli investimenti e le attenzioni che riguardano altri mezzi di comunicazione (non esiste per ora una radio Mediaset: questo implica già un po’ più di libertà…). Il paradosso sta nel fatto che la radio delle origini era tutto il contrario: una cosa fisicamente enorme, ingombrante e immobile, che occupava il centro della casa e aveva una grande autorevolezza. (…) Poi tutto cambia a metà degli anni cinquanta dopo l’invenzione del transistor, che di colpo rende la radio enormemente meno ingombrante, permette che sia piccola e portatile.(…) Nello stesso tempo, a metà degli anni cinquanta, esplode la musica rock, cioè nasce qualcosa che rompe di netto la continuità tra le generazioni. Diventa tecnicamente possibile possedere delle piccole radio personali, ma è desiderabile farlo perché c’è un suono e un linguaggio – la musica rock, appunto – fatto per spaccare le famiglie. Era come se i giovani affermassero: “Io non voglio starmene in salotto ad ascoltare la radio di papà”. (…) Quella rivoluzione potrebbe insegnarci qualcosa ancora oggi, soprattutto rispetto alla galassia del Web: se una tecnologia non ha un contenuto e non genera un desiderio, non si afferma. La radio questo contenuto lo aveva, era la musica rock con tutto quello che comportava, una rottura non solo generazionale che preparava e anticipava quelle degli anni sessanta. In tutti i sensi, la radio diventava un mezzo più mobile, più vicino, non confinato nelle quattro mura di casa. Possiamo ricorrere a una parola un po’ astratta, prossimità: da allora la radio è prossima all’ascoltatore, ha una prossimità anche fisica, percettiva, mentale che genera una relazione particolare, emotiva, quasi affettiva, direi. (…)

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Castelli in aria – Radio 3 RAI

Castelli in ariaIn questo periodo il ritorno a casa dal lavoro è accompagnato da questo bel programma su radio 3 RAI.

Il linguista fiorentino Edoardo Lombardi Vallauri propone ogni giorno alcune riflessioni su svariati temi della vita. Inizia sempre i suoi discorsi premettendo che le sue sono semplificazioni e, una considerazione dopo l’altra, costruisce… castelli in aria precisi e perfetti.

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Prima pagina – Radio 3 RAI

Ascolto abitualmente questo programma la mattina in auto lungo il tragitto che mi porta al lavoro.

La trasmissione dura circa un’ora a partire dalle 7.15 e si divide in due parti: una prima parte di lettura e commento dei giornali e una seconda parte in cui gli ascoltatori possono intervenire per porre domande al conduttore. Ogni settimana viene invitato a condurre la trasmisssione un giornalista di quotidiani italiani. Si tratta in genere di editorialisti o direttori sempre competenti e preparati. Anche gli ascoltatori che intervengono nella seconda parte del programma offrono il più delle volte spunti interessanti di discussione.

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