
Per diciannove giorni, con stupore, li avevamo visti galoppare con la sola forza delle gambe in tutta la Penisola e poi ancora su e giù per i precipizi delle Alpi. Un centesimo di ciò che aveva fatto l’ultimo di loro ci avrebbe troncato anche vent’anni fa quando eravamo giovani, ci avrebbe fatto andare all’ospedale per un mese almeno. Che cosa restava adesso di questo lavoro spaventoso? Non aveva prodotto niente? Niente. Fatica dunque, sacrificata a una mania priva di senso?
Eppure, via via che questi uomini procedevano di città in città, le popolazioni – meraviglia! – lasciavano gli affari e le vanghe, balzavano dal letto, scendevano dai sommi casolari, facevano a piedi lunghissimi tragitti, aspettavano sotto al pioggia e sole per mattine intere, ed eccole là, le genti di tutta Italia, contadini, operai, lupi di mare, mamme, vecchi cadenti, paralitici, preti, mendicanti, ladri, schierati lungo quattromila chilometri, e non erano più gli stessi del giorno prima, un sentimento nuovo e potente li possedeva, ridevano, gridavano, per qualche istante dimenticavano le pene della vita, erano felici, positivamente, e ne possiamo fare qui regolare testimonianza.
La bicicletta è il più semplice ed efficace mezzo di trasporto che l’uomo abbia mai inventato. La bicicletta è un mezzo straordinario per l’educazione dei bambini.
Con i bambini ci siamo avventurati in bibicletta da Almenno al parco Solari di Valtesse. Da Sombreno a Valtesse abbiamo percorso la pista ciclabile, prima lungo il torrente Quisa e poi lungo la Morla. Queste vie verdi sono una bella risorsa per godersi i nostri colli lontano dal traffico.
La biciclettata è stata organizzata dall’Antenna Europea del Romanico nel programma AnticoLemine 2009.