Sorella terra: Verso una nuova alleanza tra arte, scienza, etica e religione

Il Centro di Etica Ambientale, un ente fondato dalla provincia, dal comune e dalla diocesi di Bergamo, ha organizzato una tavola rotonda indirizzata ai giovani delle ultime classi delle scuole superiori. Il tema è: “Sorella terra: Verso una nuova alleanza tra arte, scienza, etica e religione”. Sono stati invitati a questo evento il cantautore Angelo Branduardi, l’artista yiddish Moni Ovadia e il ricercatore universitario Andrea Masullo. La tavola rotonda è stata condotta dal filosofo Luciano Valle.

Ero venuto a conoscenza di questa manifestazione dalla pubblicità sui giornali e mi avevano attirato i temi della proposta, ma sopratutto la presenza di Angelo Branduardi. L’evento era riservatoai giovani e ai loro professori. Ho telefonato alla segreteria per sapere se potevano partecipare anche persone esterne alla scuola e, dopo un paio di giorni, mi hanno confermato la possiilità di partecipare. All’ingresso ho segnalato che partecipavo in qualità di ospite e mi hanno indicato i posti nelle prime file. Davanti a me erano seduti il presidente della Provincia Ettore Pirovano, il sindaco di Bergamo Franco Tentorio e il vescovo monsignor Francesco Beschi.

Ho apprezzato questa iniziativa rivolta ai giovani che hanno avuto la possibilità di avere nuovi spunti di riflessione sui temi dell’ambiente. Penso possano essere spunti che i giovani accolgono con maggiore interesse e sensibilità rispetto alle persone adulte. Il tema, come già si poteva intuire dal titolo del convegno e dai nomi degli ospiti, è stato affrontato non in termini pratici e scientifici ma allargando i punti di vista alla spiritualità, all’educazione, al dialogo tra arte, scienza e religione e al contributo che ciascuno di questi campi può dare ad un nuovo approccio di etica ambientale. Si è parlato di temi ai quali sto prestando attenzione e che spesso ricorrono su quanto leggo sui quotidiani, sento alla radio o in altre situazioni: la bellezza, limiti della scienza, attenzione ai giovani, limiti dell’economia e della politica attuale.

Di seguito riporto alcune tracce degli interventi degli ospiti.

Luciano Valle

Dobbiamo abbandondare la concezione del mondo come oggetto da sfruttare, a disposizione di logiche e volontà di potenza del genere umano, e passare ad un nuovo dialogo con essa che si basi su valori di sobrietà, prudenza, senso del limite, rispetto, responsabilità, amore.

Educhiamo al senso dell’ammirazione, della meraviglia, a leggere il creato e ogni sua realtà con uno sguardo colmo di stupore e di incanto.

Risvegliamo il senso estetico, il senso della bellezza per tutto ciò che ci circonda, orientando a stili di vita basati sulla ricerca del vero, del bello e del buono, sul rispetto dell’ambiente.

Se sappiamo contemplare la bellezza del mondo allora chiameremo fratello e sorella ogni realtà del creato.

Angelo Branduardi

Fra il creatore e il creato vi è un canto incrociato che non può essere interrotto. Nelle scritture sacre spesso Dio si manifesta come un suono.

In tutti i materiali resta un po’ del suono di Dio. Gli sciamani si nutrivano dei frutti della natura per assorbirne anche i suoni. Lo sciamano è stato il primo musicista della storia dell’uomo.

Nel mondo c’è una vita parallela fatta di spiriti, di creature di luce e di suono, che vengono chiamate ad esistere e si materializzano quando scendono sulla terra.

La musica è una visione estranea al luogo e al momento, non è qui e ora, ma è lo sguardo gettato al di là del muro su una realtà che non possiamo conoscere.

La musica è in gran parte spiritualità pura, aiuta il processo della bellezza e crea la visione del mondo perfetto che potremmo immaginare.

In antichità la musica era associata a qualsiasi atto della vita: c’è la musica per nascere, per sposarsi, per festeggiare il raccolto… e quella per morire.

La storia della musica è la storia dell’uomo.

La musica è la forma d’arte più astratta, più vicina a Dio.

La musica richiede talento, ma soprattutto studio, sacrificio, lavoro. C’è un 10% di ispirazione e… un 90% di traspirazione, ma quel 10 per cento è indispensabile per creare l’altro 90. Il talento senza carattere non serve a nulla.

“Ma perché lo proponete a me che sono un peccatore?” Chiesi ai francescani che volevano che lavorassi su San Francesco. Mi hanno risposto: “Lo chiediamo a te perché Dio sceglie sempre i peggiori”.

In Francesco ho visto il santo, l’uomo e l’artista. San Francesco è che il primo poeta della letteratura italiana e sua è la prima poesia della letteratura italiana: il Cantico delle Creature.

Andrea Masullo

Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza
Divina Commedia – Inferno XXVI 116-120

Scienza non è conoscenza, è solo uno strumento.

La nostra è una umanità-bambina rispetto ai progressi della scienza. Oggi tutto è legittimo e positivo.

Viviamo nel dominio delle scienze fisiche e matematiche: matematica, fisica, chimica, biologia. Dobbiamo valorizzare le scienze umane: filosofia, etica, teologia, psicologia, scienza dell’uomo e i sentimenti e l’arte. Tutto deve essere contenuto da valori di responsabilità, pazienza, umiltà, libertà e interesse.

L’evoluzione dell’universo non ha regole deterministiche come quelle scientifiche, ma procede per continue strade alternative. E’ possibile ripercorrere le tappe dell’evoluzione all’indietro, è impossibile sapere quale sarà il futuro dell’evoluzione. Stiamo vivendo una parentesi, il futuro non sarà come il passato.

Nel ciclo naturale la materia dispersa si trasforma in materia concentrata e organizzata per tornare nuovamente a materia dispersa. Le applicazioni tecnologiche ci hanno fatto uscire dal ciclo naturale. Si producono beni di consumo con elevato impiego di materiali ed energia e, velocemente, questi prodotti si trasformano in rifiuti. Il nostro modello di sviluppo richiede rapidità, la natura è caratterizzata dalla lentezza e dalla ciclicità dei fenomeni.

Di che cosa abbiamo realmente bisogno? Una vita più povera di cose e più ricca di valori è anche una vita più felice.

La quantità di cose eccessive che riempiono la nostra vita ci costringe ad occuparci di loro in una drammatica inversione di ruoli: da possessori diveniamo posseduti e strumentalizzati dalle cose che possediamo o desideriamo, che occupano gran parte del nostro tempo, e da quelle che il mondo ci invita in modo martellante a possedere.

Siamo arrivati al punto che i danni prodotti dal sistema economico superano i benefici.

Oggi trasformiamo rapidamente cose utili in cose inutili. Il vero male è il consumismo. Un’umanità che considera la natura un serbatoio di opportunità da cogliere subito e che non si cura dei danni che procura è incapace di futuro.

Il futuro ci dovrà riportare a quel ciclo naturale originale, compiendo scelte sostenibili. Siamo noi che possiamo scegliere se ostacolare o cooperare al processo creativo.

Il sistema attuale è costruito sulle fonti fossili: concentrate e limitate. E’ necessario e possibile costruire un sistema che si basa su fonti rinnovabili: distribuite e non esauribili.

Moni Ovadia

Trovo che la violenza contro gli animali sia una delle principali e crude forme di violenza. Gli animali
vengono allevati in condizioni spaventose, macellati in condizioni spaventose. Sono diventato vegetariano per ragioni prima etiche e poi dietetiche.

Questo non è però un Paese che ama i suoi giovani e chi non semina futuro, è sterile, è già morto. Voler bene alla natura è amare noi stessi, i nostri figli e i nostri nipoti.

Oggi non si può vedere per i giovani un futuro migliore dei loro padri.

La benedizione dei nostri figli non è riempirli di gadgets consumistici, ma dare strumenti per costruire futuro.
Ai giovani si devono fornire gli strumenti per navigare nella vita, per essere ricchi dentro e non aver bisogno di cose.

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