Omaggio a Italo Calvino – Concerto jazz

Claudio Angeleri ensemble
Claudio Angeleri – pianoforte
Giulio Visibelli – flauti e sax soprano
Marco Esposito – basso elettrico
Virginia Sutera – violino
Luca Bongiovanni – batteria e percussioni
Michele Gentilini – chitarra
Paola Milzani – voce
Oreste Castagna – lettura

Letture da “Il castello dei destini incrociati” romanzo breve fantastico di Italo Calvino 1973

Centro Culturale San Bartolomeo
50° anniversario di fondazione
5 ottobre 2020

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Il sentiero dei nidi di ragno

ItaloCalvino_IlSentieroDeiNidiDiRagnoPin è seduto sulla cresta della montagna, solo: rocce pelose d’arbusti scendono a picco ai suoi piedi, e s’aprono vallate, fin giù nel fondo dove scorrono neri fiumi. Lunghe nuvole salgono per i versanti e cancellano i paesi spersi e gli alberi. E successo un fatto irrimediabile, ormai: come quando ha rubato la pistola al marinaio, come quando ha abbandonato gli uomini dell’osteria, come quando è scappato dalla prigione. Non potrà più ritornare con gli uomini del distaccamento, non potrà mai combattere con loro.

È triste essere come lui, un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi. Ma Pin un giorno diventerà grande, e potrà essere cattivo con tutti, vendicarsi di quelli che non sono stati buoni con lui: Pin vorrebbe essere grande già adesso, o meglio, non grande, ma ammirato o temuto pur restando com’è, essere bambino e insieme capo dei grandi, per qualche impresa meravigliosa.

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La città di Leonia

Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città si espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l’imponenza del gettito aumenta e le cataste s’innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l’arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E’ una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello d’apparecchio.

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