In verità aveva ancora sonno e si sentiva molto stanco, ma non voleva dar noia a Oscar, che stava procedendo allegramente a gran passi.
“Vieni, cercheremo un buco dove puoi scaldarti e dormire”.
“Mica ci si può mettere a dormire a metà giornata” disse Rasmus sorpreso. “Mi sono appena alzato”.
“I vagabondi possono” sentenziò Oscar.
Così finalmente Rasmus capì che cosa significa fare il vagabondo; di colpo intuì tutta la meraviglia della sua nuova vita: si poteva fare tutto quello che si voleva. Mangiare, dormire, girare il mondo come e quando capitava: un vagabondo era libero, totalmente libero come un uccello nel bosco.
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Tag: Astrid Lindgren
Mio piccolo Mio
Laggiù un pastorello suonava un flauto di legno: una strana melodia che mi pareva di aver già sentito, non so dove. Di sicuro non in via Uppland.
Ci arrestammo a parlare col pastorello. Si chiamava Nanno. Lo pregai di prestarmi per un attimo il suo zufolo, ed egli mi insegnò anche a suonare la melodia di prima.
“Se volete, posso farvi un flauto per uno” disse Nanno.
Non ci pareva vero. Un ruscello scorreva lì accanto e un salice lasciava pendere i rami fino all’acqua. Nanno andò a tagliare un ramo del salice e mentre lui intagliava i nostri flauti di legno, noi ce ne stavamo seduti sulla sponda a sguazzare con i piedi nell’acqua. Anche Jum-Jum imparò a suonare quella strana melodia; Nanno disse che era antica, più antica di qualsiasi melodia del mondo. I pastori la suonavano nei pascoli già da migliaia e migliaia di anni fa, disse Nanno.
Lo ringraziammo per averci fatto i flauti e per averci insegnato quella musica antica. Poi rimontammo su Miramis e ci allontanammo al galoppo. Sempre più lontano risuonava il flauto di Nanno.
Martina di Poggio di Giugno
Martina viveva davvero felice e contenta. Aveva una mamma, un papà, Lisa, Alva, Ida, Abbe Nilsson e abitava a Poggio di Giugno. Non si poteva abitare in un posto più bello. Se qualcuno le avesse chiesto di descriverlo, forse avrebbe risposto così: “Bè, è una casa rossa normale. E’ proprio come una vera casa. La stanza più simpatica è la cucina. Io e Lisa giochiamo accanto al deposito della legna e aiutiamo Alva a fare i biscotti. No, no… forse è più divertente la soffitta. Io e Lisa ci giochiamo a nascondino e qualche volta ci vestiamo da cannibali e facciamo finta di mangiare la gente. Ci divertiamo anche nella veranda però. Entriamo e usciamo scavalcando le finestre e facciamo finta di essere pirati che salgono e scendono dalle loro navi. Leggi tutto “Martina di Poggio di Giugno”