Storia
Il percorso si snoda su un tratto dell’antica via Mercatorum che collegava la valle Seriana con la Valtellina e il Cantone dei Grigioni. In realtà la funzione della via Mercatorum era anche, e forse soprattutto, quella di consentire ai mercanti e ai commercianti di toccare, con un tracciato comodo e adatto al trasporto di merci, luoghi abitati per favorire traffici e commerci di sale, zucchero, vino, semi, stoffe, arnesi da lavoro e altro che non veniva prodotto in loco. Erano infatti i “trafficanti” che percorrevano questa strada, larga 160 cm (più larga di una comune mulattiera), ben costruita, con muretti di contenimento, pavimentazione regolare, canali di scolo per le acque, con i loro animali da soma e i loro carichi. E per dare loro appoggio tra Aviatico e Selvino era addirittura sorto un paese, Trafficanti appunto, così come Cornello dei Tasso si era organizzato, con i suoi portici in grado di accogliere bestie e carichi, per offrire riparo e sosta. Era un commercio importante perchè sul percorso vi erano alcuni centri ricchi e popolati (Serina nel XII secolo contava ben 1200 abitanti) altri meno ricchi o con meno abitanti, ma comunque numerosi lungo il percorso e tutti bisognosi di forniture.
Per tre secoli e più la via Mercatorum fu percorsa da uomini e merci, ma la costruzione della via Priula, voluta dalla Repubblica Veneta nel 1593, le fece perdere il suo ruolo avuto fino ad allora ed i commerci rimasero in mano ai mercanti locali: i “traffici” si erano spostati definitivamente su un percorso più veloce e diretto.
Percorso
Si parte da Orbrembo (m 476 slm) e, attraversato il ponte pedonale sul fiume, si percorre un breve tratto di ripida salita, tagliato nella roccia per poter superare la parete rocciosa che sovrasta in quel punto il fiume Brembo. Il tracciato è qui rovinato dal tempo e dall’incuria. Superata una rovinata santella il percorso si fa più dolce e si nota l’abilità con cui la via fu costruita.
A Grumo (m 618 slm), storico posto di sosta, si notano alcune case con portici e grandi archi. Si prosegue per un breve tratto di strada asfaltata e poi di nuovo sull’antico percorso nel bosco fino ad arrivare alla chiesetta di San Rocco, risalente al 1804, con una magnifica vista sul monte Cancervo. Da qui si giunge in breve al nucleo di Bosco Entro che si attraversa in tutta la sua infilata di case e infine si arriva alla frazione di Bosco Fuori (m 720 slm) ad oggi ancora abitata tutto l’anno da quattro persone.
