La dimensione umana della crisi

L’Italia, in qualità di presidente del G8, ha assunto la decisione di organizzare, all’inizio del proprio mandato, un summit sociale, che inizia domenica 29, allargato a Brasile, Cina, Egitto, India, Messico, Sud Africa, e con la partecipazione di Fmi, Ilo, Ocse. Lo scopo è quello di analizzare l’impatto della crisi economica sui mercati del lavoro e sulle condizioni sociali dei Paesi industrializzati, di quelli emergenti e di quelli in via di sviluppo. (…)

Il precipitare della crisi e la assoluta necessità di evitare un fenomeno di disoccupazione di massa che si potrebbe trasformare rapidamente in una grave crisi sociale ci impongono di identificare principi comuni per promuovere, in maniera quanto mai coordinata, adeguate politiche volte a sostenere l’occupazione, garantire un reddito alle persone più vulnerabili, investire nei lavori e nelle competenze del futuro. “Le persone prima di tutto. Affrontare insieme la dimensione umana della crisi” è il titolo che abbiamo voluto dare a questo evento perché nella grande crisi che viviamo non ci si dimentichi che occorre certo provvedere alle persone e ciò nondimeno ripartire dalle persone se si vuole che un nuovo spirito etico e di mutua responsabilità possa governare il necessario e positivo processo di globalizzazione.

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Stop al consumo del territorio

Bergamo da Google Maps

L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.
I centri dei nostri paesi e delle nostre città si sono progressivamente spopolati. Le vecchie abitazioni vengono abbandonate e lasciate all’incuria o, alla meglio, vengono abitate da stranieri. Gli esercizi commerciali e gli uffici stanno progressivamente chiudendo. Restano le vetrine vuote.
Si costruisce alle periferie dei paesi e delle città. Spazi agricoli vengono asfaltati e cementificati. Nascono interi quartieri di nuovi condomini e villette oppure capannoni per attività artigianali, commerciali e industriali con tanto di parcheggi, strade e rotatorie. Sono quartieri privi di personalità e privi di servizi. Sono anonimi e squadrati capannoni prefabbricati. Per lo più le abitazioni restano sfitte e i capannoni non utilizzati. Leggi tutto “Stop al consumo del territorio”

Decrescita economica – La strada della sobrietà e dell’autoproduzione

Il sistema economico industriale, fondato sulla crescita illimitata della produzione di merci, pone terribili problemi all’umanità e a tutte le specie viventi: l’esaurimento di risorse vitali, l’incremento esponenziale delle varie forme di inquinamento, la progressiva devastazione degli ambienti naturali, la disoccupazione, le guerre, il degrado sociale. La costruzione di una nuova cultura basata sulla decrescita economica e produttiva può portare vantaggi in termini di felicità individuale, di sollievo per gli ecosistemi terrestri, di relazioni più eque e serene tra gli individui e tra i popoli.

Ciascuno di noi può effettuare nella propria vita scelte che comportano una decrescita economica e produttiva decrementi (e quindi una decrescita del PIL). Praticare scelte che si basano su una nuova cultura basata sulla decrescita economica e produttiva costituisce una valida testimonianza e un valore di proposta politica (“Se lo stanno facendo alcuni, per quale motivo non posso farlo anche io?”). Come si può praticare la decrescita nelle proprie scelte di vita? Fare scelte esistenziali nell’ottica della decrescita significa ridurre la quantità delle merci nella propria vita. A tal fine si possono percorrere due strade:
1) La strada della sobrietà
2) La strada dell’autoproduzione

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