L’impronta del passo…

Molte fedi sotto lo stesso cieloAl Palamonti, sede del CAI, si è svolto l’incontro con Don Roberto Pennati a conclusione dei “Cammini dello spirito”.

Ha raccontato del suo rapporto con la montagna dal punto di vista di un uomo che in passato l’ha vissuta intensamente e con passione e ora, affetto da una malattia neurologica, non ha più la possibilità di frequentarla: umiltà e riconoscenza alla montagna che dà alla nostra vita spazio e bellezza, la montagna che ti porta, ti sostiene e ti accoglie, la montagna che esige l’essenzialità e il rispetto, la montagna che dona momenti magici ma che durano un istante e che non ti appartengono.

Sono stati letti alcuni brani tratti dal suo libro “La meta oltre la vetta” e alcuni brani di Mario Rigoni Stern.

Riporto il brano che compare sul libretto dei “Cammini dello spirito”:

Quelle mattine sempre uguali e sempre nuove:le vette lontane con la neve e il sole, il bosco freddo e in ombra, la valle in basso con i pascoli coperti di brina lucente, i larici gialli e contorti sulle rupi, lo scagnare dei segugi lontani e il canto frettoloso e breve degli uccelli di passo, il fumo della sigaretta e tutto il resto con lui lì in quel posto.

E lui più padrone di tutti i padroni del mondo messi insieme; che nessuno comandava e neanche lui, ma ogni cosa era più sua di ogni altro perchè la terra, l’aria, l’acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini o meglio di chi sà farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato. Per questo era anche tornato, per questo sarebbe ritornato ancora e sempre e sarebbe vissuto così sino a che la terra lo avrebbe chiamato.

Mario Rigoni Stern

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