Era alto quasi sei piedi, forse un pollice o due in meno, solidamente costrutto, e vi veniva incontro con le spalle un po’ incurvate, la testa in avanti, e uno sguardo dall’alto in basso che vi faceva pensare a un toro pronto a caricare. La sua voce era profonda e sonora e i suoi modi rivelavano una tenace sicurezza in se stesso che pure nulla aveva di aggressivo. Sembrava una necessità, quel suo atteggiamento, che appariva diretto tanto agli altri quanto a se medesimo. Meticolosamente curato nella persona, vestiva di candido dalla testa ai piedi ed era assai popolare nei vari porti dell’Estremo Oriente, dove si guadagnava da vivere come agente di forniture marittime. (…)
Jim aveva sempre stipendi ottimi e, in quanto a soddisfazioni, ne riceveva tante che sarebbero bastate a conquistare la fedeltà del diavolo in persona. Tuttavia, dando prova della più nera ingratitudine, gli accadeva di licenziarsi senza apparente motivo e far fagotto. Ai suoi datori di lavoro forniva immancabilmente spiegazioni che, in realtà, non spiegavano nulla. Essi dicevano: “Maledetto pazzo!”, non appena aveva voltato le spalle. E questo era il loro modo di commentare la sua squisita sensibilità.
Per i bianchi che trafficavano sulla costa e per i capitani di mare egli era semplicemente Jim, null’altro. Aveva, naturalmente, un cognome, come ogni altro uomo, ma desiderava ardentemente che nessuno lo pronunciasse mai. Il suo incognito, trasparente come un setaccio, voleva nascondere non una personalità, ma un fatto. Quando il fatto trapelava dall’incognito egli abbandonava immediatamente il porto dove si trovava e si trasferiva un un’altra località di mare, generalmente più a Oriente. (…) Si ritirava in buon ordine verso il sol levante, e il fatto lo inseguiva come a caso, ma inesorabilmente. Perciò con il passare degli anni lo conobbero successivamente a Bombay, Calcutta, Rangoon, Penang, Batavia, e in ognuna di queste tappe era semplicemente Jim, l’agente marittimo. Più tardi, quando la sua acuta percezione dell’Intollerabile, lo allontanò per sempre dai porti e dal consorzio degli uomini bianchi, spingendolo nella foresta vergine, i Malesi del villaggio della giungla, dove aveva voluto nascondere la sua deplorevole sensibilità, aggiunsero una parola al monosillabo del suo incognito. Lo chiamarono Tuan Jim; come chi dicesse: Lord Jim.
Joseph Conrad – Lord Jim