Nella nebbia mi hai accolto nuovo anno.
In un paesaggio da fiaba
nella ancor sonnolenta mattina.
Cosa mi riserverai?
Nulla ti chiedo se non ciò che già ho:
la mia famiglia, la mia casa.
Una quotidianità fatta di cose semplici:
di allegria, di liti,
di abbracci e sculaccioni,
di risa e di pianti,
di profumo del pane fatto in casa,
di cibi cucinati… a volte bruciacchiati,
di pigre atmosfere delle giornate invernali
o calde e vivaci delle afose estati,
di tutto ciò che ci rende vivi,
delle gioie e dei dolori,
di ciò che ci rende uniti,
serate e pranzi in compagnia.
E così nuovo anno ti schiudi
e appena scorger ti lasci
nella eterea nebbia che
poco o nulla lascia indovinar del domani…
Licia Papis